Scuola: Binetti (Udc), da governo nessuna risposta adeguata

(DIRE) Roma, 3 nov. – “La scuola italiana non ha mai vissuto un periodo di sofferenza cosi’ grave come quello che stiamo vivendo in questo drammatico anno solare. Non c’e’ stata nessuna pandemia che come quella da Covid 19 sia stata piu’ studiata in tutto il mondo; monitorata in tutti gli aspetti sanitari ed economico-finanziari: sono note le sue vittime, Paese per Paese, ed e’ altrettanto nota la caduta del Pil in ogni nazione che sia stata colpita dal virus. Ma il vulnus piu’ grave che questa pandemia lascera’ e’ il debito nei confronti delle nuove generazioni. A cavallo di due diversi anni scolastici, ne ha radicalmente impoverito le relative proposte educative, che a tutti i genitori, ai docenti, e agli stessi ragazzi, appaiono ampiamente compromesse; li ha privati degli stimoli culturali, sociali, organizzativi, che rappresentano l’humus indispensabile per sviluppare talenti in modo serio e consapevole”. Lo premette Paola BINETTI, senatrice dell’Udc, che aggiunge: “In Italia, questa e’ l’opinione comune, la realta’ peggio gestita della pandemia e’ stata proprio quella scolastica: e’ mancata una prospettiva culturale ed educativa capace di creare nuovi scenari in cui far sentire ognuno a proprio agio. Viceversa e’ aumentato lo spaesamento di migliaia di docenti, il disorientamento di milioni di ragazzi, e lo sgomento di tutte le famiglie con figli in eta’ scolastica. A nessuno di loro il governo, nella concretezza del ministero dell’Istruzione ha saputo offrire finora risposte adeguate”. “La didattica a distanza- prosegue BINETTI- non puo’ essere la panacea di tutti i mali, soprattutto quando e’ priva di una reale cultura digitale; non tutti gli studenti dispongono degli strumenti indispensabili per lavorare a distanza, come i dispositivi a media tecnologia; e da anni l’intero Paese lamenta una carenza pesantissima delle infrastrutture informatiche come la banda larga che dovrebbero permettere di far viaggiare i materiali indispensabili per fare scuola. Eppure anche in questa ennesima fase in cui il lock down torna a far sentire la sua morsa in modo sempre piu’ stringente, si continua ad improvvisare proprio su questo fronte. Sono trascorsi ormai ben nove mesi senza che sia stato fatto alcunche’ in queste diverse direttive. A livello governativo assistiamo ad un rimpallo di responsabilita’ tra la ministra dell’Istruzione e quella dei Trasporti; tra governo nazionale e governi regionali. Ogni giorno ascoltiamo che le colpe passano da una ministra all’altra: oggi mancano i banchi e domani mancano i trasporti, ma e’ a livello dell’intero Consiglio dei ministri che non sembra che alla scuola sia stata prestata la dovuta attenzione, anche in contrasto con cio’ che accade in Europa. Per non parlare del silenzio assoluto con cui viene trattata la scuola paritaria, parte integrante della scuola pubblica italiana”. Per BINETTI “i ragazzi delle scuole paritarie appaiono davvero come figli di un Dio minore, come se i loro genitori non pagassero due volte le tasse, senza averne il dovuto riscontro in termini di qualita’ di servizio. Il governo convenziona come strutture Covid cliniche accreditate, ma non riesce a concepire in analogia che la scuola paritaria va posta a pari condizioni della scuola statale. Non riesce ad applicare ai ragazzi con disabilita’ misure di inclusione in ambito scolastico adeguate ai loro bisogni. In altri termini sta accentuando disparita’ e discriminazioni mortificando i piu’ elementari diritti umani, come per l’appunto il diritto all’istruzione”.