Scuola. Covid: Binetti, semplificare le procedure e studiare di più

(DIRE) Roma, 2 set. – “Il dibattito attuale sembra aver spostato il punto centrale della questione: dal vaccino, come misura di prevenzione rispetto alla malattia da Covid, alla certificazione della avvenuta vaccinazione. Il problema in altri termini sembra più il Green Pass che non la vera tutela della salute propria e degli altri. Si stanno infatti creando situazioni paradossali, come quella di dover mostrare la avvenuta certificazione tutti i giorni, per esempio nella mensa aziendale, o a scuola, in contesti in cui le presenze abituali sono stabili e costanti. Basterebbe registrare in un elenco apposito le persone che ne sono provviste, per abbattere le lunghe file di attesa nei punti di verifica ed eliminare le polemiche, sempre sgradevoli, in un senso o nell’altro. E se poi, per rispetto della Privacy uno non vuole essere registrato nell’elenco predisposto, sarà lui stesso a decidere di fare ogni giorno tutta la trafila di controllo. Non si possono trattare i famosi non-luoghi come gli aeroporti, le stazioni, i grandi magazzini, i ristoranti, alla stessa stregua di una scuola in cui un docente insegna da anni e continuerà ad insegnare tutto l’anno. Se il Green Pass vale un anno, allora che il controllo sia annuale almeno per i frequentatori abituali di quel determinato ambiente”. Lo afferma la senatrice Paola Binetti, UDC. “Ognuno di noi lotta ogni giorno per custodire, nonostante tutto, la sua privacy, sapendo bene che proprio grazie alla digitalizzazione spinta lasciamo traccia di tutto quello che facciamo in ogni cosa che facciamo, dai nostri smartphone ai computer su cui è possibile ritrovare ogni accesso, ogni voce consultata, ecc. fino agli scontrini che accompagnano ogni acquisto, dando una immagine chiara del nostro profilo di consumatori. E’ incredibile la quantità di dati che ci chiedono per compilare una qualsiasi scheda; tutti dati che vengono conservati, rielaborati e servono a profilare di volta in volta la nostra immagine. Non si capisce proprio perché il Green Pass susciti tante perplessità, mentre invece il tema se vaccinarsi o meno dovrebbe essere oggetto di studio non solo da parte dei No-Vax. L’assessore alla salute della Regione Lazio ha lanciato una sfida paradossale: non curiamo i no-vax; sa bene che fortunatamente questa minaccia non sarà possibile! Ma non mi dispiacerebbe che tanti No-vax fossero invitati a studiare di più, ad approfondire tante questioni, e non diffondere vere e proprie bugie, in omaggio alla verità oltre che al bene comune. All’inizio dell’anno scolastico si insiste tanto sulle competenze STEM, di cui i nostri studenti scarseggerebbero. Vorrei che parte integrante di questo rinnovato approccio alle materie scientifiche fosse anche la riscoperta della scienza e del suo metodo, a garanzia della nostra libertà di scelta e di decisione e della nostra stessa democrazia”, conclude Binetti.