Testamento biologico: UDC, NO a morte ‘in offerta speciale’, in Commissione muro di gomma Pd-M5S

“Nessuna malattia, nessuna perdita di autonomia, potrà rendere una vita meno degna. Non ci sono vite di serie A e vite di sere B; non c’è una scala che permetta di giudicare il grado o il livello di dignità di una vita e nessuno deve sentirsi spinto a non vivere più, perché ritiene che qualcuno consideri la sua vita meno degna di quella di chiunque altro”.Così il deputato UDC Paola Binetti che, intervenendo nel dibattito sul testamento biologico in Commissione Affari sociali Alla Camera, contesta “il muro di gomma del Pd-M5S”: “Diciamo NO a una morte in ‘offerta speciale’, non appena la persona, convinta che l’unico bene vero sia la propria autonomia, considererà insopportabile la sua dipendenza da altri, fossero pure le persone più care della sua famiglia”. Secondo Binetti, che critica duramente l’ostruzionismo parlamentare, “c’è questa convinzione profonda nell’impegno con cui in XII Commissione continuiamo a difendere la vita delle persone sane e malate”. Un principio però che, secondo l’UDC, questa legge attualmente in discussione alla Camera mette in dubbio. Al centro dello scontro politico è il cuore del provvedimento sul testamento biologico: l’art. 3, quello che riguarda il momento in cui debbono entrare in vigore le DAT. “Eppure nulla si dice nel momento strategico in cui diverrà attiva una decisione presa ora per allora. Mentre si continua ad insistere che la volontà del paziente deve valere come un assoluto, ignorandone i condizionamenti, le ansie e le paure, ma soprattutto creando quel sottile crinale per cui si insinua nell’opinione pubblica la convinzione che ci siano vite che non sono degne di essere vissute. E’ la premessa che indurrà molti a rinunziare in anticipo alla propria vita, senza rendersi conto della profonda operazione di marketing della morte che è stata fatta”. Una morte ‘in offerta speciale’ appunto, taglia corto il deputato UDC.