UNIONI CIVILI. BINETTI (AP): ALLA CAMERA CHIARIRE DIVERSI PASSAGGI

(DIRE) Roma, 5 mar. – “Giornata lunga di incontri e di dibattiti per rispondere ad una domanda sola: ma perche’ avete votato la legge sulle unioni civili se resta ancora tanto pasticciata la differenza tra questa nuova formazione e il matrimonio. Se i riferimenti al codice sono ancora tutti in piedi e qualsiasi
magistrato potra’ utilizzarli per legittimare diritti che solo apparentemente sembrano esclusi. Se la Stepchild adoption e’ gia’entrata nella pratica comune per intervento dei magistrati, per promozione mediatica e per una narrazione che mette a confronto le criticita’ del matrimonio con il clima idilliaco delle coppie
omosessuali?”. A dirlo e’ Paola Binetti, deputato di Area popolare (Ncd- Udc).”vero che alcuni diritti andavano garantiti alle personeomosessuali, ed e’ vero che l’Europa, soprattutto la CEDU, la Corte europea dei diritti umani, esigeva al nostro paese di non discriminare queste persone. Ma e’ anche vero che la gestione
della legge e’ stata fatta in un clima di chiusura assoluta da parte della relatrice- commenta la deputata- e’ solo alla fine si e’ aperto uno spiraglio concreto per escludere almeno dal testo normativo il riferimento alle adozioni. Alla Camera intendiamo riprendere il dibattito e chiarire, punto per punto, i diversi
passaggi e non e’ affatto detto che tutti la voteranno, anche se il Premier dovesse mettere la fiducia per l’ennesima volta. Il Pd alla Camera ha voti abbondanti per votare anche da solo la legge, ma l’impatto politico dell’aperto dissenso di una parte della maggioranza non sarebbe senza conseguenze. Le leggi non basta
votarle perche’ trovino spazio nella vita delle persone, occorre che siano giuste e che rispondano davvero ai bisogni della gente. L’accelerazione di questa legge, gia’ incardinata in commissione giustizia, non ha l’eguale nel Paese e su questo gli italiani dovranno riflettere. Basta fare un crono programma a ritroso per capire tutta l’anomalia di questa legge sottratta al dibattito parlamentare e consegnata alle polemiche mefitiche, ai comunicati stampa e agli articoli troppo spesso allineati su di una unica posizione. Con l’eccezione ordinaria di Avvenire e con quell’articolo del Corriere in cui ieri si descrivevano tutti i
passaggi delle cliniche che di questa prativa hanno fatto il loro principale mercato. Non c’e’ dubbio che il traffico di bambini e la strumentalizzazione del corpo delle donne, o se si preferisce della loro stessa vita rappresentano una drammatica piaga del nostro tempo”, conclude Binetti.