UNIONI CIVILI. BINETTI (AP): OK PIAZZA MA PORTARE VOCE IN PARLAMENTO

OCCORRE ESSERE PRESENTI NELLE AULE CON CONVINZIONE E DETERMINAZIONE (DIRE) Roma, 22 gen. – “Tante voci si stanno levando su concrete adesioni al prossimo family Day del 30 gennaio al Circo Massimo a cui corrispondo altrettante voci, molte meno per la verita’, di gente che annuncia che non ci sara’”. Cosi’ Paola Binetti, deputato di Area popolare (Ncd- Udc). “Ognuno fa uso della sua liberta’ come meglio crede e manifesta le sue idee nel modo che ritiene piu’ efficace. Personalmente ci saro’, perche’ condivido ideali ed obiettivi di questa piazza gioiosa di famiglie che si schierano a difesa dei propri figli e di quel modello di famiglia sempre vecchio e sempre nuovo, fatto da una mamma e da un papa’, con un numero imprecisato di fratelli, e supportato da nonni e da zii affettuosamente disponibili a farsi carico di eventuali necessita’ emergenti- dice Binetti- essere presenti al Circo Massimo per noi parlamentari e’ condizione necessaria e non sufficiente. Con ancora piu’ convinzione e determinazione occorre essere presenti nelle Aule del Parlamento e partecipare al dibattito politico in tutte le sedi opportune. Le leggi si fanno in Parlamento e finche’ continua questa legislatura, con il bicameralismo che la caratterizza, sono sottoposte ad una lettura con relativa votazione in entrambe le due Camere”.

“Qui tocca far sentire la nostra voce e confrontarci con i colleghi uno ad uno, senza stancarsi di spiegare quale sia la nostra posizione e quale sia la posta in gioco. Il voto convinto, chiaro e puntuale ad una serie di diritti delle coppie omosessuali e’ un fatto concretamente acquisito, ma le due condizioni essenziali: espungere dal ddl i riferimenti al matrimonio e ai figli sono anche due condizioni inequivocabili- prosegue Paola Binetti, deputato di Area popolare (Ncd- Udc)- la piazza politico-parlamentare si trova a definire con chiarezza i confini che caratterizzeranno le unioni civili e la tutela delle nuove generazioni rispetto al modello famiglia che consegniamo loro. Ed e’ a questo appuntamento che ci stiamo preparando da tempo con la giusta comprensione per i diritti delle coppie omosessuali, ma con la stessa attenzione e lo stesso rispetto anche per i bambini, quelli gia’ nati, che vivono nelle cosiddette famiglie arcobaleno e quelli che nasceranno, perche’ soprattutto questi ultimi siano garantiti fin da ora sul diritto ad avere un padre e d una madre”.