Unioni civili: Binetti, e Ue che dice su utero in affitto?

(ANSA) – ROMA, 8 SET – “Il Parlamento Ue ha rivolto ancora una volta un pressante invito a nove Paesi europei, in cui manca ancora una legislazione per le unioni civili, a valutare la possibilità di offrire alle coppie gay una soluzione giuridica adeguata come, ad esempio, le unioni di fatto registrate e il matrimonio. Si tratta di una richiesta inserita nel paragrafo 85 del rapporto sulla Situazione dei diritti fondamentali nella Ue approvato oggi a Strasburgo. Forse varrebbe la pena ricordare che in Italia sul riconoscimento delle unioni di fatto c’è un’ampia convergenza di consenso anche in Area popolare e specificamente nell’Udc; mentre resta fortissima la contrarietà ad una equiparazione tra unioni civili e matrimonio, come per altro sottolineato a suo tempo dalla stessa Consulta”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare. “Il nostro dissenso rispetto alla legge Cirinnà in questo momento – spiega – è focalizzato soprattutto sulla stepchild adoption. Perché mentre appare naturale garantire ad un bambino la continuità di una relazione affettiva significativa nel suo supremo interesse, non appare fatto naturale permettere pratiche come l’utero in affitto. Sarebbe interessare capire in che modo a Strasburgo intendano tutelare anche i diritti delle donne, proibendo una pratica che costituisce una violenza nei confronti di donne povere che vivono in paesi poveri; un vero e proprio sfruttamento del corpo femminile. Vorremmo sentire la voce del Parlamento Ue su questo punto concreto. Chissà – conclude Binetti – se nel paragrafo 85 del rapporto sulla Situazione dei diritti fondamentali nella Ue approvato oggi a Strasburgo, si parla anche dei diritti delle donne e del divieto alla compravendita del corpo femminile”.(ANSA).