Unioni civili: Binetti, ok no a stepchild ma non basta

Ap ha posto anche problema utero in affitto e matrimonio (ANSA) – ROMA, 22 FEB – “Alla fine Renzi, come è nel suo stile è entrato da mattatore nel dibattito sulle unioni civili, annunciando all’assemblea la sua intenzione di porre la fiducia su di un ddl profondamente trasformato, in linea con quanto Area popolare aveva posto fin dall’inizio come condizione per una eventuale approvazione della legge”. A scriverlo è Paola Binetti, deputato di Area popolare (Ncd- Udc) “Sembra una vittoria del buon senso. Ma poiché occorre stare in guardia davanti ad operazioni complesse, in cui i colpi di coda sono sempre possibili, vale la pena ribadire fin da ora che la stepchild adoption era solo una delle tre questioni importanti poste da Ap, vere e proprie condizioni vincolanti. La prima come si ricorderà, era quella di operare una netta distinzione tra unioni civili e matrimonio, in modo da stoppare fin da subito qualsiasi interpretazione creativa da parte di magistrati ideologicamente orientati in senso anti-familiare, e la terza era il no determinato all’utero in affitto, come pratica abominevole che riguarda sia coppie omosessuali che coppie eterosessuali”. “Per cui dovendolo riscrivere- auspica la parlamentare- sia pure nella forma del maxi-emendamento, bisogna tener conto di tutte le variabili in gioco, ossia la tutela dei diritti civili delle coppie, dei bambini e delle donne. O si tutelano tutti e tre o quei diritti non hanno nulla di civile perché sono costruiti sulla sopraffazione e sulla violenza perpetrati ai danni dei più deboli, dei più poveri, di coloro che non hanno voce.” (