Unioni civili: Binetti,con Ddl Cirinna’ PD sempre piu’ a sinistra

(AGI) – Roma, 7 gen. – “Grande risalto sulla stampa di oggi sul ddl Cirinna’, sempre piu’ inadeguato sul piano dei contenuti. Non a caso la sua difesa sembra affidata ad una mera contrapposizione all’interno della maggioranza: Pd da un lato e Area popolare dall’altro. La precisazione e’ d’obbligo, perche’ non si tratta solo di un confronto dialettico tra Pd e Ncd, ma tra il Pd, con le sue diverse anime, e quel che resta dell’antica tradizione culturale della Democrazia cristiana, con un preciso riferimento a quell’aggettivo forte, da cui e’ scaturita Area popolare”. Cosi’ commenta Paola Binetti, deputato di Area popolare (Ncd-Udc). “Questo e’ e resta il nodo culturale piu’ forte nel recente confronto ideologico tra i partiti, anche all’interno di un governo di larghe intese, che puo’ dialogare si ‘quasi’ tutto, ma non su tutto. “Il valore della famiglia nel suo ancoraggio biologico alla natura dei fatti, a cominciare dall’evento nascita, e’ diventato simbolicamente lo spartiacque, tra una cultura disposta ad inseguire la modernita’, legittimandone tutte le richieste senza valutarne le conseguenze, e una cultura diversa, piu’ radicata nella natura stesse delle cose, dei processi e della loro evoluzione. Questa e’ la nostra tradizione culturale: mantenere con realismo i piedi per terra senza stravolgere le leggi della natura e avere uno sguardo proiettato nel futuro, per garantire a chi nasce il piu’ importante dei diritti, quello di una famiglia con un padre e una madre e possibilmente fratelli e sorelle. Abbiamo cercato di dialogare in questi lunghi mesi, trovandoci sempre davanti ad un muro, senza aperture di nessun tipo. Un muro ideologico che fa dei presunti diritti di alcuni la negazione di un diritto strutturale di tutta la nostra societa’, il cui fondamento specifico resta la famiglia, con le sue coordinate chiare e ben identificabili. “Il No al ddl,cosi’ come si presenta oggi, e’ d’obbligo, ovvio e scontato, al punto che vien fatto di chiedersi se non si tratti di una manovra ben calcolata in anticipo, per mettere nell’angolo l’Area popolare ed obbligarla a prendere decisioni drastiche, che nei fatti vanificherebbero l’intero l’impianto del governo Renzi. Perche’ da quel momento in poi ogni spostamento verso il centro sarebbe precluso e l’unica via di ‘fuga’ sarebbe il ritorno ad alleanze sempre piu’ a sinistra”.