UNIVERSITÀ. BINETTI: SELEZIONI SERIE PER GARANTIRE QUALITÀ FORMAZIONE

(DIRE) Roma, 8 set. – “Il Blitz notturno degli studenti al MIUR era largamente prevedibile e molti segnali avrebbero potuto essere raccolti e gestiti con una sana azione di prevenzione: difficile ma possibile”. Cosi’ Paola Binetti, deputato di Area Popolare (Ncd- Udc) “I ragazzi protestano contro il numero chiuso, hanno paura di dover rinunciare ai loro sogni in campo professionale, spesso veri e propri progetti di vita, ma accedere all’Universita’, quando le strutture logistiche sono obsolete e decisamente insufficienti, quando il numero dei docenti e’ sproporzionato rispetto alla popolazione studentesca, quando e’ difficile sviluppare le competenze necessarie proprio sotto il profilo professionale, puo’ essere inutile e perfino controproducente. Il Ministro Giannini ha piu’ volte parlato della necessita’ di rilanciare l’orientamento alla scelta universitaria negli ultimi anni di liceo, ci sono fondi ad hoc e sarebbe opportuno verificare come vengono spesi, per valutare l’investimento- commenta Binetti-. Orientare pero’ e’ condizione necessaria ma non sufficiente. Selezionare gli studenti in ingresso e’ necessario per garantire la qualita’ stessa della formazione a cui hanno diritto: il diritto allo studio. A monte e’ fondamentale verificare se posseggono gli strumenti necessari per affrontare la prova a cui saranno sottoposti ed essere certi che questa prova, in genere un pacchetto di domande a scelta multipla, sia la piu’ adeguata. E questo oggi non e’ affatto certo. I ricorsi non agevolano affatto la soluzione del problema. Durante gli anni della scuola superiore occorre far capire ai ragazzi che dovranno comunque misurarsi con prove di selezione per accedere all’Universita’. L’obiettivo e’ aumentare il numero di studenti che si laureano, soprattutto in corso e con una media alta cosi’ da trovare in tempi ragionevolmente brevi. Sono gli indici di qualita’ con cui l’ANVUR, (agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della Ricerca), l’AVA, misurano la qualita’ degli Atenei”. “Le universita’ otterranno risorse sulla base dei risultati ottenuti dai loro studenti laureati, non sui dati in ingresso, ovvero gli iscritti, per cui cercheranno di selezionare sempre piu’ e sempre meglio gli studenti in ingresso, per poterli formare meglio, con una metodologia il piu’ trasparente possibile per garantire l’accesso al merito e non alla segnalazione. Si possono immaginare molte soluzioni diverse da quella attuale- spiega la parlamentare- compresa una selezione in progress, con passaggi successivi, che iniziano l’ultimo anno di liceo, come accade in molti paesi europei. Ma se selezionare e’ necessario, allora farlo bene e’ indispensabile non solo sul piano ovvio delle politiche di sviluppo del Paese, ma anche sul piano etico e non e’ affatto detto che sia facile. Su questo il Parlamento puo’ intervenire con un ddl ad hoc, molte proposte sono gia’ state presentate, compresa una mia di almeno un paio di anni fa”, conclude Binetti.