Vaccini: Binetti (Udc), ai parlamentari minacce via email di schedatura

(DIRE) Roma, 21 lug. – “Alla Camera non e’ ancora stato incardinato il decreto Vaccini, su cui il governo ha gia’ posto la fiducia, esautorando il Parlamento del suo diritto-dovere di intervenire sui disegni di legge per migliorarli in scienza e coscienza. Nel frattempo le caselle di posta dei deputati si vanno intasando di lettere di questo tenore: ‘Carissimi deputati, dopo il voto al Senato, ogni singolo deputato sara’ schedato per come si sara’ espresso in merito al decreto vaccini: favorevole o non”. Lo dice la deputata Udc Paola Binetti. “Verra’ fatta nei prossimi mesi, in prossimita’ delle prossime elezioni nazionali- continua- una campagna di informazione mettendo a conoscenza ogni singolo cittadino del vostro voto, usando mezzi di volantinaggio attraverso la casella postale, comizi e passa parola con i sistemi informatici e vocali. Insomma una campagna intimidatoria bella e buona. Da un lato il governo, che pone un aut aut: si o no, prendere o lasciare, con un approccio manicheo che pone la ragione da una sola parte e non consente ne’ sfumature, ne’ ipotetici interventi di miglioramento. Dall’altra il popolo del no-vac, che, dopo essersi accampato fuori dal Senato per giorni e giorni, ora trasferisce la sua ostilita’ alle vaccinazioni, intasando le caselle di posta elettronica dei deputati, minacciandoli in vista delle prossime elezioni. L’Italia e’ proprio un Paese complicato, stretto tra le grida della folla scontenta e le direttive di un governo, a cui preme di piu’ salvaguardare l’inizio delle vacanze e quindi la chiusura de lavori parlamentari, che non il rigore di un dibattito franco e sereno, come sarebbe prerogativa del parlamento”. “Il decreto vaccini- sottolinea Paola Binetti (Udc)- e’ diventato in modo emblematico una rappresentazione del Paese. Si dice un assurdo ‘No’ alla scienza e alle conclusioni raggiunte con decenni di studi spesi per salvaguardare la salute pubblica, oltre a quella individuale, e si sostituisce alle argomentazioni scientifiche una cultura del sospetto, per cui chi vuole curare fa la figura dell’untore e chi di fatto si limita a minacciare sventure di ogni tipo assurge al ruolo di opinion leader. Buon senso e verita’ entrano facilmente in conflitto con chi grida piu’ degli altri. Ma l’operazione di intasamento sistematico delle caselle di posta elettronica puo’ essere vista come una forma di stalking, ossia quell’ insieme di comportamenti persecutori ripetuti e intrusivi, quali minacce o attenzioni indesiderate, che abbiamo tanto stigmatizzato in questa legislatura? Perche’ vorremmo vaccinarci anche da questo tipo di virus, che rende la vita di tutti noi un po’ piu’ complicata di quanto sarebbe auspicabile”. (Com/Mar/ Dire) 11:33 21-07-17 NN