Vaccino: Binetti (Udc), diritto universale per popoli tutto il mondo

(9Colonne) Roma, 19 mar – “Molti di noi, ed io per prima, coltiviamo un progetto, che non è utopia né fantasia, ma poggia su solide basi di giustizia sociale e di bene comune: puntiamo su di una vaccinazione universale, accessibile in tempi brevissimi a tutti i paesi del mondo, compresi i più poveri, come quelli dell’Amazzonia, durante colpiti dalla pandemia. Vogliamo una vaccinazione universale, che è qualcosa di più e di meglio della vaccinazione di gregge. Ma per questo occorrono condizioni ben precise”. Lo afferma la senatrice Paola Binetti, Udc, che continua: “L’Accademia dei Leader cattolici dell’America Latina, di cui anche io faccio parte da tempo, partendo da una posizione molto chiara assunta da Papa Francesco, si sta battendo fin dall’inizio della pandemia, per questo progetto. Vaccinare tutti i popoli, anche i più poveri, non solo in America Latina, ma nel mondo intero. Per questo non chiede solo risorse economiche ai paesi più ricchi; chiede un fondo in cui confluiscano anche risorse umane che facciano carico di un modello organizzativo capillare per vaccinare anche quelle popolazioni che il virus sta decimando a decine di migliaia. Vaccinare tutti, anche i popoli più sperduti, significa considerare il vaccino un diritto universale, come universale è il diritto alla vita e alle cure necessarie a tutelare la salute di tutti. Solo così questa pandemia può diventare un’opportunità per sviluppare solidarietà, nella consapevolezza che nessuno può affrontare la vita in modo isolato, che tutti abbiamo bisogno degli altri. Per questo dobbiamo sospendere per un certo tempo la brevettabilità di certi prodotti, indispensabili per confezionare i vaccini; rinunciare ad alcuni aspetti della proprietà intellettuale e mettere in primo piano il diritto alla vita, il diritto ad essere, più che il diritto ad avere”.