Vaccino: Binetti (Udc), vera sfida è dosi per tutti prima possibile

(DIRE) Roma, 9 mar. – “La situazione generata dalla attuale pandemia in Italia nonostante gli sforzi di tutti appare sempre piu’ difficile da controllare, anche per l’irrompere delle varianti che estendono il loro raggio di azione verso nuove fasce della popolazione. L’ipotesi di rafforzare le misure di sicurezza attraverso cambiamenti di colore che aumentano il livello di allerta si fa sempre piu’ probabile e il CTS tende ad imporre misure sempre piu’ restrittive. In questo clima la speranza di tutti resta fortemente vincolata alla possibilita’ di vaccinarsi, quanto prima, secondo un piano vaccinale che sta diventando progressivamente sempre piu’ inclusivo, mano o a mano che aumenta la disponibilita’ di vaccini. Il criterio chiave e’ quello dettato dalla iscrizione nei registri regionali: occorre andare sul sito, iscriversi, e poi si avvia un processo che dira’ quando, dove e come. Il controllo regionale resta il filtro forte e i criteri per stabilire le priorita’ sono dettati dal Piano vaccinale, da cui nessuno intende scostarsi, in un clima che potrebbe generare tensioni a livello sociale tutt’altro che facili da gestire. Nelle persone si e’ radicata la convinzione, scientificamente fondata, e’ che allo stato attuale solo il vaccino permette di controllare la nuova ondata del virus. E quindi il diritto a vaccinarsi sta diventando per tutti una istanza forte. Ovviamente e’ alle categorie piu’ fragili che il SSN guarda con particolare attenzione, perche’ possano essere tutelate senza pagare il prezzo di privilegi che altri potrebbero rivendicare.” Lo afferma la senatrice Paola BINETTI, UDC. “E in questa linea, come presidente dell’Intergruppo per le malattie rare, mi sono sempre mossa, dall’inizio della Pandemia. Vaccinare i piu’ fragili prima e nel modo piu’ efficace possibile. Nello stesso tempo appare chiaro che volersi vaccinare e chiedere di essere vaccinati nei tempi e nei modi piu’ opportuni e’ diritto di tutti. Basta avere un sistema di regole chiare, che non offra spazio ad ambiguita’ e che tenga conto di criteri trasparenti. Aver rivolto una interrogazione al Ministro Speranza per conoscere quando sia prevista nel piano vaccinale anche la vaccinazione dei senatori non costituisce nessuna richiesta di privilegio, ne’ tanto meno di ingiusta e indebita volonta’ di passare avanti a nessuno. In mancanza di questa risposta alcuni colleghi, che per eta’ rientrano nelle classi definite dal piano vaccinale, hanno gia’ iniziato a farlo. Cosa del tutto lecita e scevra di polemiche di qualsiasi tipo. In fondo anche i senatori sono uomini come tutti gli altri”, conclude BINETTI. (Com/Uct/ Dire) 11:41 09-03-21 NNNN